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Download della Piazza Di seguito sono elencati alcuni file da scaricare relativi alla Piazza di TOL, per vedere l'elenco completo vai nella sezione dedicata.
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Uninvited 23 Aprile, bellissimo pezzo in memoria delle vittime dei bombardamenti della seconda guerra mondiale by Fulvio. [Scarica]
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Persiane sul Marciapiede, l'opera che raccoglie la saga di Fulvio e delle sue persiane, pronto per la stampa in formato PDF. [Scarica]
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Libro della Piazza 2004, tutti i messaggi inseriti in Piazza nel 2004 pronti per la stampa in formato PDF. [Scarica]
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Libro della Piazza 2003, tutti i messaggi inseriti in Piazza nel 2003 pronti per la stampa in formato PDF. [Scarica]
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Libro della Piazza 2002, tutti i messaggi inseriti in Piazza nel 2002 pronti per la stampa in formato PDF. [Scarica]
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Libro della Piazza 2001, tutti i messaggi inseriti in Piazza nel suo primo anno di vita pronti per la stampa. [Scarica]
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Ultimi arrivi in Piazza Questi sono i nominativi, con relativo Nick, degli ultimi iscritti nella Piazza di TOL.
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Sarra1954, Sabatino Sarra
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bjxdlw, 📜 ONE MESSAGE №088079 READ -> linkspree.net/p cujgr3
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lb1sgq, 🔉 Transfer to you. GO >>> graph.org/BALANCE-368 9dtils
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a2iv68, � Transfer to you. SIGN IN >>> graph.org/BALANC 7753bs
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tfez5y, 💼 Transfer 36,824.44 $$ 📩→ graph.org/BALAN yv89sg
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I più assidui in Piazza Gli utenti più attivi in Piazza con il numero di messaggi da essi inseriti.
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sbrvlizz, 492 messaggi
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devon, 430 messaggi
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pieeeeer, 374 messaggi
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burz3ll4, 339 messaggi
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sergio, 264 messaggi
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dicleg, 247 messaggi
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prof, 244 messaggi
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kalamity, 227 messaggi
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la ziotta, 207 messaggi
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Anna, 199 messaggi
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I messaggi di ogni anno Il numero di messaggi inseriti per ogni annno ed il numero totale in archivio.
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2020, 1 messaggi
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2017, 5 messaggi
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2016, 16 messaggi
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2015, 53 messaggi
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2014, 27 messaggi
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2013, 86 messaggi
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Totale, 5927 messaggi
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Album personale Una vota entrati in TOL è possibile creare e gestire un proprio album fotografico PERSONALE! Nessuno tranne voi potrà consultarlo.
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massimo cerrone [Massimo Cerrone] [15.04.2009 16:43] Ho letto lo sfogo di gianluca Giusti (SEI UN GRANDE)
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brdp [Gianluca Giusti] [15.04.2009 09:10] Io per il terremoto non do nemmeno un euro. Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda. Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare. Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro. Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese. E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella. C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno? Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente? Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte. Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è. Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate. Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente. Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima? Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo. Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto. Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto. Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto. Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto. Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia. Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico. E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia. Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso. Come la natura quando muove la terra, d’altronde. Giacomo Di Girolamo
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Ilaria [Ilaria Giusti] [14.04.2009 17:35] Tante, troppe vite perdute E tanti progetti di vita frantumati Qui è un giorno come tutti gli altri otto che lo hanno preceduto: alzarsi dal letto ma senza svegliarsi, trascinarsi fino a sera confusamente, sussultare a tutti i passaggi di camion, stare incollati al telefono per assicurarsi costantemente che stiano tutti bene, spegnere la tv per non sentire più,desiderare ogni istante di tornare a casa e rendersi conto che non c'è una casa a cui tornare... Ma aspetto, ed è lì dietro l'angolo, il giorno in cui alzarsi non sarà più solo sopravvivere, ma vivere di nuovo... Vasto -CH-
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Auro [Aurora Moroni] [12.04.2009 20:05] E’ dal 1980 che la famiglia Moroni viene a Terranera e siamo contenti che il destino ci abbia portati nella vostra cittadina. In questo terribile momento, decisamente angosciante, vorrei semplicemente dirvi grazie per aver dato ai nostri bambini, coetanei di alcuni dei vostri figli, ora uomini, la possibilità di trovarsi a diretto contatto con la natura e di godere della libertà di sentirsi liberi e sicuri nelle vostre piazzette, per le vostre strade e tra le vostre montagne senza l’oppressione ed il pericolo che predominano la grande città. Avete trasmesso loro un'impronta di genuinità, moralità e fierezza proprie della vostra regione e ve ne ringrazio. Conosco il vostro orgoglio e la vostra dignità ma vi prego, se posso esservi utile fatemelo sapere tramite il sito di Terranera.
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kalamity [Annapaola Giusti] [12.04.2009 14:41] Io sò che giorno è...uno triste, come tanti dopo quel maledetto terremoto!! Alle 3:32 el 6 aprile tante cose sono cambiate, tante e troppe vite interotte, tanti sogni svaniti, tanti progetti crollati... Ma in questi momenti capisci realemente quali sono le cose importanti..GLI AFFETTI!! Io posso solo ringziare Dio, la fortuna o chi per essi che hanno fatto in modo che mio filgio, i miei carie e gli amcii si siano salvati; tutti insieme RICOSTRUIREMO la nostra città..ancora più bella e forte di quanto non lo sia stata fino ad ora, sò che ci saranno dei momenti difficili e duri prima che tutto ciò accada, ma oi abruzesi siamo TOSTI e ci riusciremo. Un abbraccio forte, con la speranza di rivederci presto. Annapaola ed Alessandro Cagliari (CA)
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cattavone [Filippo Argentieri] [11.04.2009 22:59] non so che giorno è... ho lasciato la mia l'aquila, la mia casa, la mia terra, non so quando... so solo una cosa, con pazienza aspetto per RICOMINCIARE li dove ho sospeso la mia vita... Roccaromana (CE)
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sbrvlizz [Fulvio Giuliani] [11.04.2009 02:20] Oggi è il giorno 5. E’ il giorno 5 del dopo. I giorni del prima si chiamavano in modo diverso: lunedì 3 aprile, sabato 10 dicembre, domenica 8 agosto. Adesso il tempo si misura in modo diverso. Se ti sfugge la cognizione fai riferimento ad altri fatti:”Dunque, tre notti in macchina, due in tenda, la prima sul materassino o la brandina, cinque - appunto - comincia il sesto”. Ormai siamo terremotati nel cervello. Nessuno di noi ha perso le persone care, i familiari o parenti. Ma tutti abbiamo perso il senso della realtà. L’acqua calda in comune è una conquista e, vi assicuro, fa una grande differenza averla o ricordarla soltanto. Come ben sapete. Gli antichi rancori hanno perso potere, la fiducia del domani viene affidata a persone alle quali, fino a ieri, non avresti rivolto la parola. Quando parli del domani non intendi più un futuro imprecisato ma letteralmente: domani. Il giorno che viene dopo oggi. Quattro ore di sonno filato sono una grazia. Il freddo, compagno di sempre, non fa più simpatia. Teniamo duro per ore, giorni, ma per una banalità saltano i nervi. Ti abbracci con chi non vedi dal prima e chiedi come è andata. Ogni storia è uguale a se stessa. Tutti salvi per miracolo. Non ne puoi più di asciugare le lacrime dei figli o dei vecchi e nascondere le tue. La televisione non ti riguarda. Il tuo è un dolore nascosto, perpetuo, senza interruzioni per i consigli degli acquisti. Trovi sempre un altro a cui è andata peggio ed un motivo per rallegrarti. Ma non ci sono miracoli. Non ci sono santi. Letteralmente: non c’è nessuno che ti guarda. Raccomandi l’anima ma solo meccanicamente, per genuina disperazione. Composta, gestita , coperta di dignità. Ma puro succo di disperazione. Le speranze degli aiuti si spengono appena ricordi che siamo in campagna elettorale. NON HAI ALTRO E soprattutto senti l’ingiustizia! Non è mai stato facile ma ce l’hai sempre messa tutta. E qualcosa hai costruito, con fatica, dedizione, sacrificio, amore per i tuoi e per la tua terra. Hai scelto, mattone dopo mattone, legno per legno ogni pezzo della tua casa. Hai comprato il filo a metri senza sprechi, hai economizzato sulla scelta degli arredi, hai tenuto da conto la cristalleria per i giorni buoni. Verniciato inutili finestre, e stanche inferriate. Piantato alberi e arato solchi. Comprato macchine esagerate e addrizzato vecchi chiodi, hai messo da parte pezzi di spago e conservato le vecchie tenaglie del nonno. E senti che tutto questo non doveva esserti riservato. Era già difficile il prima, che senso ha spezzarti definitivamente? Perché dovevi finire in ginocchio? Il dolore degli altri è il tuo. La miseria è la condizione comune. Ed è diventata la tua ricchezza. Hai deciso di continuare. Ogni sasso che mi togli lo rimetterò. Se la casa cadrà del tutto la ricostruirò pezzo per pezzo. Più forte di sempre. Se il tuo lavoro ha perso senso ne farai un altro che avrà significato. Io ci sarò. Durerà un mese due tre. Ma ci sarò. Finirà il terremoto,in estate in autunno o l’estate prossima. Ma non andrò via neanche questa volta. Aspetterò paziente e se quello che avrò ricostruito cadrà ancora lo tirerò su di nuovo. Un'altra volta. Fin quando ci sarò. Fino a che starà in piedi contro ogni volontà. Solo o insieme agli altri. Ma non mi parlate di miracoli. E’ il diritto alla mia felicità e a quella delle persona a me care. Per i miracoli o la pietà non ho più spazio da tempo. Sento solo la rabbia e la voglia di continuare. Oggi le celebrazioni mi danno addirittura fastidio e il raccomandare la propria esistenza a chi ne fa un uso così sconsiderato mi sembra la più grande delle idiozie. Vi assicuro che con tutti gli sforzi di questo e dell’altro mondo non riesco a trovare nessuna gloria nell’aver provocato tanto dolore. Per la conquista della redenzione era sufficiente quanto già dato nel prima. E non sto parlando di me. Se credete, voi che avete più confidenze con l’establishment divino, spiegategli che, per parte mia, può continuare a farsi cazzi suoi. Alba Adriatica (TE) Inizio del giorno 6
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la ziotta [Valeria Tosi] [10.04.2009 21:02] A questo link c'è il video che ho girato ieri a Terranera. http://www.youtube.com/watch?v=4DJtD30m3-s E' un po' mosso, ma avevamo ancora paura che potessero esserci nuove scosse...
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Ro. [Roberta Reina] [10.04.2009 14:58] Ciao a tutti! sono in costante aggiornamento grazie anche a Gianluca e Valeria. Ho sentito Giorgio, Francesco, Sabrina. e so che siete fortissimi, più forti voi del terremoto.so anche che ogni parola è superflua.tenete duro, vi abbraccio tutti dal primo all'ultimo.e se c'è qualcosa di concreto che posso fare, oltre a starvi vicino con cuore e mente, consideratela già fatta!
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la ziotta [Valeria Tosi] [10.04.2009 13:03] Cari tutti, domani tornerò a Terranera. Ho pensato e ripensato come tutti voi a cosa posso fare per i nostri amici e parenti. Poi mi sono accorta che molti di voi hanno scritto su questa piazza o mi hanno inviato e-mail per manifestare vicinanza e sostegno ai terraneresi. Ho deciso di raccogliere i vostri messaggi e stamparli per portarli a loro, visto che non hanno potuto leggerli su internet. Se desiderate inserire altri messaggi, avete tempo fino a stasera. Quelli che non riuscirò a stampare, li porterò credo a pasquetta.
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la ziotta [Valeria Tosi] [10.04.2009 09:32] Ciao a tutti, ieri sono stata a Terranera a trovare i miei cari e tutti gli altri. Si stanno dando molto da fare per organizzarsi come meglio possono, giovani e adulti lavorano dalla mattina alla sera. Mi ha colpito molto arrivare lì e sentirmi chiedere da tutti "Come stai?". Volevo avvisarvi che per raggiungere il paese da Roma siamo stati obbligati ad uscire a L'Aquila Ovest, prendere la galleria della mausonia, arrivare a Civita di Bagno e utilizzare la vecchia strada per Terranera (la statale) che passa da Rocca di Cambio. Sotto Ovindoli infatti c'era un tratto chiuso per pericolo caduta massi. Lo stesso per quanto riguarda la provinciale che va dall'Aquila a Terranera passando da Fontavignone.
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Molfettese [Giovanni Caputi] [09.04.2009 00:16] Coraggio amici miei! Siate più forti della catastrofe e preservate quei favolosi angoli d'Abruzzo nei quali vivete...non permettete che il terremoto porti via i vostri amati paesi! Sono con voi...come sempre, ma ora in particolar modo!
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jonaliv [Enzo Di Stasio] [09.04.2009 00:05] Anche se non direttamente colpiti da questo evento catastrofico, il dramma che ha demolito L’Aquila e diversi paesi circostanti ha messo in una situazione di malinconia e afflizione ognuno di noi. Sappiamo che ogni parola è superflua, vuota e non riesce a contenere la tragedia, la tristezza e l’angoscia scorsa negli occhi delle persone rimaste senza niente e di quelle che, nei casi peggiori, sono state colpite da lutti familiari. La distruzione del capoluogo abruzzese e di parte dei paesi limitrofi ha profondamente scosso i nostri cuori, di persone che amano e frequentano l’Abruzzo assiduamente per rasserenarsi, d’estate, lungo un sentiero del Sirente Velino o divertirsi, d’inverno, sciando sulle nevi dell’Appennino. Per questo e per l'amicizia che ci lega a diversi amici dell’Altopiano delle Rocche ci permettiamo, in questo momento così mesto, di esprimere la nostra profonda vicinanza alla popolazione abruzzese e in modo particolare a quella della provincia dell’Aquila, così provata da questa tragedia e dalle continue ed interminabili scosse telluriche, con l’auspicio che nel più breve tempo possibile il territorio e la popolazione colpiti da questa catastrofe, ritornino a splendere di luce propria e a esternare tutta la loro genuinità. Enzo Di Stasio
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la ziotta [Valeria Tosi] [08.04.2009 22:11] Cari amici, Gianluca mi sta inviando diverse foto da Terranera. Per renderle facilmente visibili a tutti, le inserirò tra le foto, oltre che nelle news. Date quindi un'occhiata tra le ultime foto inserite. I terraneresi tengono duro, anche se le continue scosse li mettono alla prova. Stanno dimostrando coraggio e grande forza... siamo tutti con voi!
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daniela [Daniela Pellitteri] [07.04.2009 21:58] ...siamo a roma , ma tutti noi romani 'terraneresi', legati profondamente a questa terra, stiamo vivendo con profonda tristezza e dolore tutto quello che è accaduto e che ancora continua a preoccuparci. Speriamo, speriamo che sia finita. Un abbraccio a tutti.
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Lollo [Lorenzo Pifferi] [07.04.2009 20:59] Forza e coraggio x tutti e grazie a quanti stanno curando il sito. Un saluto, Lorenzo da Roma!
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ANTONELLA [ANTONELLA PAOLUCCI] [07.04.2009 12:39] Da quando la terra ha cominciato a tremare,e l'abbiamo sentita anche qui a Macerata, non faccio altro che pensarvi, coraggio, vi siamo vicini, se non altro con il pensiero; se in qualche modo possiamo essere utili contattateci.
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burz3ll4 [D4niele C4tt3ddu] [07.04.2009 07:26] Non posso far altro che esservi vicino. Ieri ho visto alcune immagini del TG, mi aspettavo l'apocalisse e l'ho trovata, mi aspettavo strazio e disperazione ed ho trovato nelle parole e negli occhi della gente dignita' e forza. Prego Dio che che sia solo un nuovo inizio. Forza
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anth3000 [Antonio Quini] [06.04.2009 12:06] salve a tutti. qualcuno saprebbe gentilmente fornirmi delle notizie riguardanti la casa all'inizio di terranera, la prima a destra dopo il semaforo venendo da campo felice? sono bloccato a roma e solo domani credo potrò venire per verificarne le condizioni. grazie mille.
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Francesca [Francesca Tosi] [06.04.2009 10:09] Forza e coraggio tutti.
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