Terranera OnLine " La Crocetta dalla Crocetta "
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sbrvlizz [Fulvio Giuliani] [16.02.2010 16:46]
Per qualche giorno ho avuto la sindrome di Gigi Sabani.
Morto la notte del 4 settembre 2007 è stato pianto solo per qualche ora.
Due giorni dopo muore di cancro Luciano Pavarotti.
Di Sabani, con il quale gli italiani hanno sicuramente passato più tempo, nessuno ne parla più.
Cancellato dalla cronaca, dai giornali, da tutte le televisioni.
Il mondo intero piange la perdita del grande tenore. Una di quelle che passano alla storia.

Questo pensavo i giorni successivi al terremoto di Haiti.
Una tragedia così immane da far apparire il terremoto dell’Aquila addirittura insignificante.
Ridimensionato di prepotenza ad evento locale. Dall'altra parte vite e vite stroncate. Centinaia di migliaia di morti. Un’intera nazione cancellata.
Totale incapacità di reazione per i sopravvissuti.
Bambini tanto belli da essere oggetto di desiderio delle signore occidentali della buona borghesia.
Solo la pietà dei paesi ricchi come sostegno. Caos su caos nei primi momenti. E lampante, da migliaia di chilometri, il bisogno estremo di aiuto.
I migliori artisti del mondo raccolgono 50 milioni di dollari in un unico spettacolo.
Niente a che vedere con i nostri quattro cantastorie di paese.

Non siamo riusciti a tenere neanche per un anno i riflettori accesi su di noi. Anzi, appariamo al resto del monda come privilegiati. Nessuno lotta per il cibo, non ci sono cadaveri ammucchiati per le strade, non ci sono bambini da rubare. Abbiamo C.A.S.E. e persino spettacoli per alleviare l’anima.
Ci si è preso cura di noi nel migliore dei modi possibile.
Dateci 'na chiusa co sse’ scossette.
Quello è il vero terremoto! La vostra somiglia più a una tragedia familiare.

E invece NO!
Siamo ancora noi i Pavarotti del terremoto.
Le nostre flebili e inutili grida per far sapere che non è tutto come la raccontavano, inascoltate sino a ieri, tornano a bucare il muro.
Torniamo in prima pagina per le cose che da mesi andavamo ripetendo. La scomparsa delle tende non significa il rientro a casa e alla normalità.
La città non c’è.
E trecento persone, forse anche meno, hanno detto che siamo ancora in guerra e che i generali se ne stanno lontano a bere cognac.
Poche, magari, ma l’hanno detto forte.
E a qualcuno è venuta la curiosità di andare a vedere.
E come ogni perdita familiare che si rispetti dopo i funerali si discute e si litiga per l’eredità.
La parola agli avvocati! Intrighi e macchinazioni. Denaro e donne. Affari e cinismo insieme.
Soprattutto il potere. Abbiamo tutti gli ingredienti.
Noi dobbiamo continuare solo a fare da sfondo. I pruiriti sono altri, dobbiamo sapere chi sono i buoni e chi i cattivi. Chi sta con chi e perchè.

Dall’altra parte del mondo rimane la pietà.
Si sa, dopo un po’ non fa più audience
dicleg [Giovanni Di Clemente] [16.02.2010 13:14]
Grazie, Fulvio,
quelle foto le avevo già viste!
Per questo parlavo di "bravi camminatori"...
A quanto pare, però, si tratta di ragazzi svogliati...
sbrvlizz [Fulvio Giuliani] [15.02.2010 12:07]
Ciao Gianni,

nella sezione delle foto "gli international" di questo sito (https://www.terranera.net/sezioni/multimedia/foto.php?ifoca=15) potrai trovare le foto fatte dal gruppo che nel settembre del 2005 ha organizzato una passeggiata da Terranera a Campana. Le foto sono (almeno) due: il gruppo alla partenza - numeroso e soridente - gli stessi all'arrivo nella piazza di Campana un po'più disfatti.

Riconoscerai molte persone alle quali potrai, se ritieni, anche mandare un telegramma per avere maggiori notizie.

Come potrai vedere io non c'ero e non posso quindi esserti d'aiuto più di così.

Per il resto a me piacerebbe un giardino inglese.....

un abbraccio
dicleg [Giovanni Di Clemente] [15.02.2010 11:39]
Ragazzi,
ma possibile che nessuno di voi (neppure Fulvio) mi sappia/voglia chiarire qualcosa su quanto da me chiesto?
Ora provo a spedire a brdp (!!!) la foto dei percorsi che mi ha inviato Luigi, con la speranza che me la pubblichi da qualche parte.... Siete tutti dei bravi camminatori, da quanto mi risulta, e non siete mai andati a Stiffe a piedi? A Campana sì e a Stiffe no? Come mai?
Non avete nessuno che abbia fatto questo percorso?


Altro discorso: i garage e/o il riempimento...???
dicleg [Giovanni Di Clemente] [07.02.2010 13:48]
Luigi mi ha inviato una mappa (da GoogleEarth) su cui ha evidenziato il tragitto che, partendo da Stiffe, raggiunge "le quattro vie" (incrocio di sentieri - vie da cui si raggiunge Fontavignone, Terranera e Campana. E' posto, questo quadrivio, al terzo vertice di un triangolo equilatero costituito con il paese di Stiffe e la Fossa, all'incirca. All'interno dell'angolo costituito dalla via che da Stiffe raggiunge l'incrocio e poi và suila sua destra a Fontavignone, si dovrebbe vedere ad una certa distanza "la grande roccia".
Evidentemente non si tratta di quei punti di cui parla Fulvio, o sì?
Chi mi sa rispondere?
dicleg [Giovanni Di Clemente] [06.02.2010 16:11]
Carlo,
ho appena letto sul Centro (pagina "Cultura e Società") che alle 17,30 ci sarà uno spettacolo di "Animammersa" al Ridotto del Teatro Comunale!
Come mai non ce ne hai fatto cenno?
Comunque, "ad maiora"!!!
Gianni
dicleg [Giovanni Di Clemente] [04.02.2010 16:47]
Grazie, Luigi, per essere entrato in piazza!
Dopo tanto girovagare sui siti dell’Altopiano ti sei fermato un po’ con noi!
Però, in attesa che qualcuno più o meno della tua età possa e voglia entrare anch’egli in Piazza a colloquiare con te (invito i figli e/o i nipoti ad accompagnarli in questa nostra Piazza, se non passeggiano fra noi da soli) – penso ad esempio a zio Augusto Di Clemente, zio Alessio Tomassi, o altri ancora- io chiedo a te, Luigi: hai letto la risposta che Fulvio Giuliani (più o meno della mia età) fa alle mie richieste?
Io non so rispondergli, ma penso che tu possa chiarirgli tranquillamente le cose, in attesa di foto ancor più chiarificatrici!
Luigi [Luigi Marcotullio] [04.02.2010 12:25]
Carissimi della Piazza,
Io sono uno di quelli che, come ha scritto Giovanni Di Clemente, spesso se ne va in giro a visitare i SITI dell’altipiano delle Rocche.
Voglio riferirmi alla strada che collega (forse meglio dire collegava) Terranera con i paesi della sottostante vallata dell’Aterno, con le sue caratteristiche e i suoi punti specifici noti a tutti coloro che la transitavano.
Tra questi paesi c’era, e c’è, Stiffe dove io nacqui nel 1927 per cui ebbi la possibilità, o la necessità, di farla a piedi molte volte, fino a che, nel 1949, come tanti altri nostri paesani e con la ben nota valigia di cartone, fui costretto ad emigrare all’estero in cerca di lavoro.
Non occorre dirvi quanto sono avanti negli anni e quanto mi farebbe piacere di trovare, attraverso il vostro sito, qualcuno con cui dialogare e ricordare insieme l’importanza che ebbe tale strada per gli abitanti dell’altipiano delle Rocche, soprattutto.
Rivedo nitide nella mia mente le carovane di muli e di cavalli che la percorrevano tutte le settimane e, quando noi della vallata eravamo nei campi, sentivamo il suono dei campanacci appena attraversavano il MALE PASSO.
Scendevano il venerdì per andare al mercato di S. Demetrio carichi di legna, carbone e patate e poi risalivano con i barilotti pieni di vino, legati al basto degli animali, e altri prodotti della vallata.
Si usa dire che la speranza è l’ultima a morire ed io “spero” che, anche per interposta persona, possa esaudire questo mio desiderio.
Cordiali saluti.
Luigi.
sbrvlizz [Fulvio Giuliani] [01.02.2010 17:31]
Gianni, in realtà non è così facile.....

Il quadrivio suppongo si tratti de "le quattro vie" e la "grande roccia" immagino non sia la "Ayres Rock" che sta sempre tra Terranera e Campana (ma bisogna fare un giro un pò più largo) ma il "Palazzo dell'Orso".
Foto di questi posti potrebbe averle - per quanto ne so - Pierpaolo Giuliani (oppure il fratello) ma anche Attilio (Morelli n.d.r.), brdp ecc. ecc.

Però può darsi che io abbia frainteso.....

un saluto
dicleg [Giovanni Di Clemente] [31.01.2010 19:26]
Ah, sì!
Sorpresa non è più, ma il votro aiuto mi serve sempre;
possibile che nessuno di voi mi possa, voglia aiutare?

Ciao a tutti, anche all'amico che và in giro per i siti dell'altopiano!
Gianni
dicleg [Giovanni Di Clemente] [31.01.2010 19:21]
Vedo che nessuno mi aiuta,
comunque io ho dimenticato di dire che il "quadrivio e la grande roccia" sono nei pressi di Stiffe, sulla strada (sentiero) che da Stiffe porta a Terranera e a Fontavignone...
attendo aiuto...
Gianni
dicleg [Giovanni Di Clemente] [25.01.2010 18:26]
Chiedo scusa se mi inserisco di nuovo, ma un amico di Terranera, di 80 anni, mi ha detto che ha cercato di arrivare al nostro paese a piedi, dalla valle, ma è riuscito ad arrivare solo alle "quattro strade"... l'età gli ha giocato un brutto scherzo, non se lo aspettava!

Possibile che fra noi non ci sia qualcuno che ha delle foto del quadrivio? della grande roccia?
Mi piacerebbe fargli una sorpresa, anche se sorpresa (forse) non sarebbe, visto che si aggira spesso da queste parti (e sugli altri siti dell'altipiano)!

Ringrazio di cuore, fin da adesso, quanti mi potranno aiutare!
Gianni
dicleg [Giovanni Di Clemente] [25.01.2010 18:16]
Ragazzi, ciao!
Ho fatto acquistare il cd a L'Aquila da mia figlia: mi è molto piaciuto, gradevole...
non sò perché, però, dopo aver visto le riprese dello spettacoilo su youtube, mi aspettavo qualcos'altro... immagini, filmati... assieme alle canzoni, alle parole...
A quando questo?

Stamattina sono passato "in volata" per Terranera e mi è capitato di vedere quel vuoto, <<grosso vuoto>>, che stà vicino all'Edificio!!!
A quando i garage?
Se non li volete...
A quando il riempimento a livello del piazzale del monumento?

(di materiale per riempirlo, purtroppo, ce ne sarebbe fin quanto se ne vuole...).

Saluti a tutti i piazzaroli
Gianni
mafalda [Carlo Pelliccione] [15.01.2010 11:41]
certo che si!
a me ssi diritti d'autore mi stanno sulle palle!!
ne potremo discutere una giornata intera sulle ragioni e i torti, ma...io credo che se una cosa esce fuori da te, non ti appartenga più, come i figli.
tu sei solo un tramite.
credo che se qualcuno vuole poi contribuire alla raccolta fondi per il progetto alle scuole che questo CD cerca di autofinanziare, se lo copra lo stesso, anche se ce l'ha scaricato.

però non mi fate sentì da antonella che mi direbbe "ma allora tu sci compare a mmi o ajiu leò...?"...


oh!!..
domenica è sant'antonio!
volevo fa venì i musicanti ma ho capito che i sant'antonari so impegnati co 'na freca di mesi d'anticipo.
non ho trovato nessuno!!
ma manco nu zampognaro.
sarà per il prossimo anno!
cercherò di fare coi bambini una questua cantata per il paese il sabato sera, e almeno la benediziò deji animali la domenica mattina!!
oltre alle pagnottelle...
sbrvlizz [Fulvio Giuliani] [08.01.2010 11:41]
E so soddisfazio'!!!

Bravi. tutto molto misurato. Bravo anche Angelo che ha evitato la trappola dell'inchiesta.
Sempre tanta emozione.

P.S. posso copiare il cd e diffonderlo attraverso i soliti canali alternativi della distribuzione clandestina?

Rabbits (… e tre)

"Roso di dentro e arso di fuori dagli artigli fissi e inesorabili di un'idea incurabile".

Alla stazione ferroviaria incontro Guglielmo e Emilia.

In realtà, lei, si chiama Emiliana ma dice che Emilia le sembra più…. Abruzzese.
Per forza.

Guglielmo è addirittura più vecchio di me.
E’ del 24. Del millenovecentoventiquattro.
Ha ottantasei anni.

Bisogna scriverli tutti perché ottantasei anni non sono solo un numero di due cifre tendente al limite. Sono pieni di giorni.
Uno diverso dall’altro. Inzuppati di tempo.
Alcuni interminabili ed altri passati in un respiro.

Quando sei più giovane sei portato a pensare che nella vita i giorni che contano siano solo quattro o cinque e che gli altri fanno solo volume.

Ma, a questa età, ti viene in mente che sono tutti preziosi.
Che ne rivorresti un po’ indietro. Anche quelli in apparenza fiacchi.
Sopratutto rivorresti quelli che non ricordi affatto e che, adesso, ti sembrano sprecati.
Uno sull’altro ammonticchiati a comporre settimane, mesi.
Anni, appunto.

Guglielmo è indurito da tutti quei giorni che gli sono passati dentro. Gli occhi vedono poco ma lo sguardo è ancora vivo.

“Ssa guerra non ci volea”. Mi dice.
“Già” rispondo dopo qualche secondo. E sorrido amaramente.

“Nel ’43, a diciannov’anni, con nu fucile e tanta confusiò, so jito a sparà a chi manco conosceo. Ma tanta paura come quessa deju tarramutu chi l’avea mai sintita".
"E dire che me la so’ vista proprio brutta!!!”

“Ah si?” dico io con un quintale di simulato interesse.

Siamo seduti accanto nella sala d’aspetto della stazione. Emilia si è alza e riseede continuamente.
E’più giovane di lui di diversi anni.
Vivono, anzi vivevano, a Roio Poggio.
Per loro, come per tutti, la stessa storia. Tanta paura, le tende, e poi gli aiuti e una sistemazione migliore.
Adesso aspettano che i figli rimettano insieme la casa che lui aveva costruito in una vita.

“Come no” continua.
“Appena arruolato me mannettero direttamente aju fronte”.
“Non sapeo manco che teneo fa. A sparà sapeo sparà perché jeo a caccia co la bonanima de paremo, ma lo resto… Peccarità!”

“Na’ matina tenamo ji aju comando che stea a quattro cinque chilometri da ddo’ stavamo nojatri.
A nu certu puntu ju sergente me mannette in avanscoperta.
Eravamo otto.
Era na’ freca presto, appena fatto jorno. Ci ssi vedea e non ci ssi vedea.
Ero quatrano e teneo la forza. Camineo come ‘na crapa sopra a quelle montagne. Allora teneo ji occhi bboni. Cuscì me adduno che arrete a nu muru crollato de ‘na casa che stea loco attraerso, spallata pure quela, ci steano sett’otto sordati alleati co ‘na sort’e mitragliatrice che parea nu’ canno'’”.

“Certo deve essere stata una bella responsabilità e una grande emozione” affermo con malcelata ironia.

“Come no! Freghete! Appena vedo quiji sordati me metto a corre n’abballe e comincio a strillà come na piga: ACCUCCULETEVEEEEE!!!!! ACCUCCULETEVEEEE!!!!!!”.

Fa un lungo silenzio, tira un sospiro e si gira verso di me guardandomi intensamente negli occhi rivivendo, ancora una volta, quel momento.
Falsamente fremente io aspetto la conclusione data per scontata.

“Mbè, se semo sarvati ji e unu de Santa Rufina!”.

Chiude lui amaramente.
Solo un angolo della bocca mi si solleva tradendo, incerto, una risata.
brdp [Gianluca Giusti] [07.01.2010 14:38]
Mafà,
ieri sera vi abbiamo visto!

Bella prova quatrà!

;)

P.S. Buon anno a tutti! Beati e non...
mafalda [Carlo Pelliccione] [06.01.2010 08:11]
stasera 06/01/2010 in diretta dagli studi rai, presentiamo il CD animammersa LIVE perdonanza 2009 durante la trasmissione "tempi dispari" dal titolo: "la befana vien di notte sulle case tutte rotte..", uno speciale sul terremoto dell'aquila con dirette da l'aquila e pescara rispettivamente con stefania pezzopane e angelo de nicola.
vajiò!! alzateci lo share!!:-))
sbrvlizz [Fulvio Giuliani] [01.01.2010 04:46]
Rabbit
(seconda e NON ultima parte)
Faccio il viaggio in pullman. Ne dovrò prenderne due.

Ho tempo per pensare
Come se in questi mesi non ne avessi avuto l’opportunità.

A ottobre hanno chiuso il campo e io sono stato gentilmente invitato a sistemarmi a Roccaraso.
Ho accettato senza fare storie. Non voglio creare problemi. Aria fina, giusta altitudine e un orizzonte che ricorda il mio.
Posso andare in cerca di funghi e ho salite che mi mettono ancora alla prova. Sto bene. Con me stesso e i miei pensieri. E con le montagne. Anche se sono un po’ più basse.

Ho piacevoli compagni di noia e di avventura. Gente che, come me, continua a vivere nel provvisorio e riesce a mantenere una prospettiva a lungo termine.
Ma il mio orizzonte temporale è talmente tanto breve che desta sorpresa la mia attenzione a pianificare il tempo che viene.
D'altronde devo badare solo a me stesso. Mi curo, sono sempre pulito, riposo e cammino molto. Mangio leggero. Dormo. Poco, ma tutte le notti. Nessuna rassegnazione. Quasi più nessuna illusione.

I fantasmi mi sono amici. Li rivedo con piacere. Anzi, li aspetto e me li godo quando arrivano. Ci conosciamo a fondo e ci piaciamo. Reciprocamente.

La strada è in discesa e, in una piccola valigia, ho tutto quello che mi appartiene.
L’andare è dolce. So tornando a casa. Nella mia città. In quello che ne rimane. E sorrido.

L’aquilano non ha futuro!
Nel senso del dialetto.

Non esistono, in aquilano, verbi coniugati al futuro. Il tutto è regolato da una forma temporale che è il “presente continuato” o, più frequentemente, il “presente sospeso”. In dialetto non si dice ”andrò” o “farò” oppure ”ci sarò”. Ci si fa aiutare da strani ausiliari che riflettono la volontà di impegnarsi in qualcosa e a mantenere la promessa. Si dice :”tengo ji”, oppure:”lo tengo fa”! Figurativamente il “ci sarò” diventa:”mi cci ttruvi pur a mmi”.
O cose simili.
Vale anche per il passato. Se stai aspettando qualcuno e ti chiedono se è arrivato rispondi:”No, ancora non arriva…”.

Il presente sospeso. Appunto.
Ti riconoscono perfino ad Helsinki anche senza inflessioni fonetiche.

Fa parte della storia di questa benedetta città. Dei suoi abitanti. Del loro carattere

Ognuno degli storici racconta la sua bella versione. Chi la vuole guelfa, chi imperiale, chi racconta che sempre c’era stata.

In barba a tutti - e su questo esistono solo conferme qualunque versione si preferisca – la città nasce per “sinecismo”.
Più o meno come Atene.
Certo, con meno splendore.

Si mettono insieme Amiternini e Vestini, guelfi e ghibellini, Forconensi e Piceni, popolani e borghesi e, per semplici ragioni di mercato, fondano una città. Una settantina di castelli che rivendicheranno in futuro la gloria o la colpa di essere stati i fondatori. Poi, a cose fatte, vanno, a fasi alterne, dall’imperatore e/o dal papa a chiederne licenza di esistere.
Che viene sempre, o quasi, concessa.
Costruiscono anche il monumento che suggella la teorica unità di intenti che è la fontana delle 99 cannelle. Che, in realtà, rimarrà come il simbolo della loro eterna divisione e della impossibilità, nei secoli futuri, di essere confusi con gli altri.
E poi non sono mai stati novantanove.

E’ banale ma se si fosse cercato un reale simbolo di unificazione si sarebbe scelto un santo, un emblema, un condottiero.

In questo modo ognuno mantiene la propria individualità.
Insieme si, ma: “la lana co la lana e ji stracci co ji stracci!”. E chi è la lana chi ju stracciu ancora non si è scoperto.

L’unica innegabile realtà è che NON ci fu mai un feudatario a governarla. La città, per quanto le nobili famiglie nel corso dei secoli si siano date da fare, dipenderà sempre e direttamente dall’imperatore o dal papa.

Ognuno dei castelli s’era portata la chiesa la piazza il santo eccetera eccetera. Ma tutti i castelli rimasero ben distinti gli uni dagli altri.
Solo i terremoti ne cancellarono alcuni. Insieme a qualche congiura con relativa strage.

E il nome deriva dall’acqua. Non dal rapace.

A questo penso mentre scendo a Sulmona per prendere l’altro autobus che mi porterà alla fontana luminosa.
Da lì andrò al nuovo quartiere di Sant’Antonio, piastra 7 interno 6/C.

Mio nipote mi ha trovato una casetta un po’ fuori dalle vecchie mura che ha resistito alle scosse e che ho affittato. Non l'ha voluta nessuno perchè è senza riscaldamento. Ma a me va benissimo
Avrò ancora l’orto.

Certo l'indirizzo è proprio brutto. Ma io non faccio testo.
In fondo ho fatto sempre il carpentiere.
dicleg [Giovanni Di Clemente] [31.12.2009 15:12]
Carlo,
hai usato argomenti validissimi sulla nomenclatura delle vie istituite assieme alle CASE; dici bene sulla necessità di mantenere e rinnovare la storia locale ... Questo dopo il terremoto ... Ma gli argomenti da te posti sono argomenti sempre validi, in ogni occasione ed in ogni luogo...
Vedi Terranera.
Tu dici: che c'entra Terranera?
Casa di mio nonno è sempre stata in Via della Madonna delle Grazie (Il santuario della Madonna, nel nostro dire popolare); all'improvviso me la sono ritrovata in Via della Madonna...
La casa della mia bisnonna era in "Piazza del RE" (la piazzetta, nel nostro dire abituale); me la sono ritrovata in Piazza della Repubblica ... Non che io abbia alcuna nostalgia della monarchia o che disconosca l'importanza della Repubblica, ma che necessità c'era di modificarne la denominazione?
Erano nella nostra memoria, nel nostro vivere quotidiano...
Nessuno ha avuto da ridire su queste variazioni, sull'annullamento dei nostri ricordi.
Meno male che hanno lasciato Piazza Cavalieri di Malta...

BUON ANNO A TUTTI

P.S.: tu dici al capitano di andare avanti, di continuare...
Io gli dico: Fù, è tempo di suscitare allegria che di tristezza ce n'è già troppa...
mafalda [Carlo Pelliccione] [31.12.2009 10:55]
errata corrige: l'operazione di lalle camponeschi fu successiva al terremoto del 1349, mentre quella del vescovo agnifili fu nel terremoto del 1461/62.
la correzione è doverosa e indispensabile, anche se non cambia il senso generale di quello che dicevo..
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